Guerrilla Marketing a Parma

In questi giorni, mentre percorro le vie del centro (parma) per arrivare al mio ufficio,  trovo un pò ovunque una piccola sagoma di cartone che ricorda un vestito da donna. E’ stata attaccata nei posti più disparati ed è davvero difficile non notarla, la vedi su: cestini, cartelli stradali, pali della corrente.

Guerrilla Marketing anche a Parma? Pare proprio di si, una bella iniziativa che spicca nel marasma delle affissioni pubblicitarie all’insegna del tradizionalismo e della pochezza creativa.Una campagna ben studiata: ottima scelta del mezzo, posizionamento strategico ed ottima scelta di materiali vista la stagione.

L’obiettivo di questa campagna è promuovere il primo punto vendita italiano di LeFel, la nuova catena del Gruppo Feltrinelli in cui si può trovare biancheria per la casa, cartoleria, oggettistica, accessori, abbigliamento e persino piccoli prodotti tecnologici.  UE! Comunicazione, nota agenzia creativa milanese di marketing e comunicazione, è l’ideatrice  di questa iniziativa.

E’ davvero bello vedere questo tipo di promozione, un qualcosa che si distacca dal “normale” e che il consumatore può anche accogliere con un sorriso, rispetto al classico flayer pubblicitario che finisce regolarmente, quando va bene, nel cestino delle carta da riciclare.

Personalmente vedo in queste strategie di Marketing e Comunicazione, che sposano la filosofia della Guerrilla Marketing, il futuro di una pubblciità che finalmente potrà essere meno invasiva ma comunque di forte impatto comunicativo; e quindi più “digeribile” da parte dei consumatori ormai stanchi ed assuefatti ai continui attacchi della pubblcità tradizionale.

Agenzie di Web

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This post was written by Alessandro Viani on November 29, 2008

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Google è un’Azienda: Google Inc.

Google è un’azienda e come tale deve generare utili. Ogni persona che decide di fare business sfruttando tutte le  potenzialità  messe a disposizione dai diversi servizi offerti da Google Inc. deve tenere in considerazione questa affermazione, sarebbe un grosso errore sottovalutare questo aspetto. Qualsiasi azione e/o strategia che google decide di intrapredere è assolutamente finalizzata alla generazione di utili economici; come potrebbe essere diversamente, un’azienda deve ogni mese pagare i dipendenti, i fornitori, i consulenti, ecc… .

In alcuni casi il suo comportamento è davvero molto border-line;  la massa di utenti che utilizza i vari servizi offerti a titolo gratuito come gmail, calendar, ecc… non ha assolutamente idea di come “il motore” tratti i loro  dati e sopratutto di come e quanto cerchi ci capire i loro gusti e le loro  abitudini .

Come fa google a generare reddito? Semplice, con la pubblicità. E’ in assoluto la più grande rete di diffusione pubblicitaria al mondo, e si trova in una situazione di monopolio estremo. Ogni volta che viene fatta una ricerca lui deve mostrare della pubblicità. Il verbo “deve” non è troppo fuori luogo, se a fronte di una ricerca non viene mostrato nessun annucio AdWords, google si gioca la possibilità di guadagno. Quando invece ha degli annunci da mostrare utilizza sofisticati algoritmi per valutare l’ordinamento con cui mostrarli, tenendo conto di due fattori fondamentali :

  • le impostazioni con cui è stata configurata la Campagna Pay per Click
  • la qualità dell’annunci ( di come google valuta la qualità dell’annuncio)

Questo ci fa capire che ogni attività di Web Marketing, o meglio di Search Engine Marketing, deve assolutamente tenere in considerazione che il fine ultimo del motore di ricerca è la generazione di reddito. Quindi se le strategie di marketing sono redditizie anche per il google c’è ne sarà grato e ricompenserà i nostri sforzi.

Per questo ogni volta che si deve inziare una strategia di posizionamento per un sito web, piuttosto che una Campagna Pay per Click dobbiamo tenere in considerazione che se lo soddisfiamo lui ci ricompeserà. Per esempio se cerchiamo di indicizzare un sito, facciamo in modo che venga rispettata la sematca del dominio di competenza, title e description impostate correttamente per essere appetibili agli utenti,  pagine che presentino contenuti scritti per gli utenti e formattate con codice HTML corretto. 

La logica da seguire è: facciamo in modo che le  pagine del sito concorrano a formare una  SERP di ottima qualità, che google valuti positivamente il nostro contributo che gli diamo. Google ha bisogno di mostrare sempre le migliori SERP, è il motore di ricerca per eccellenza e da lui ci si aspetta sempre il meglio.

Concludendo si può affermare che se nel fare attività di Web Marketing e/o Serach Engine Marketing si tengono in considerazione anche le esigenze di google , questo valuterà positivamente le nostre azioni e con buona probabilità sforzi fatti verranno premiati.

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This post was written by Alessandro Viani on November 23, 2008

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La formazione di un professionista Web Marketing

Ho avuto l’occasione di partecipare al corso sulla Gestione di una Campagna Pay per Click tenuto da YoYo – Formazione a Verona mercoledì e giovedì scorsi. Quello che apprezzo molto dei corsi di formazione tenuti da Fradefra, oltre alla sua grande competenza in materia marketing/web marketing, è il tipo di approccio, ovvero non il classico corso in cui il docente insegna e gli allievi prendono appunti; ma bensì un corso basato sul reciproco scambio di informazioni.

Nei diversi corsi che ho seguito  ha sempre lasciato grande spazio al dibattito ed alle domande degli allievi, accolte e commentate anche durante la parte teroica del corso. Apprezzo tantissimo questo aspetto, reso possibile anche dal ristretto numero di allievi che accetta ai suoi corsi, solitamente 15-20 .

Personalmente ritengo che la formazione sia un aspetto, che qualunque professionista, debba tenere in forte considerazione. Più questa è mirata alle sue reali esigenze e più potrà essergli d’aiuto nel lavoro che svolge quotidianamente. Un corso di formazione, per essere davvero utile, deve essere quasi cucito addosso all’allievo e tenuto da docenti che hanno un reale e concreto contatto con il mondo business. Sono infatti abbastanza poco propenso a partecipare a corsi con una larga platea e tenuti da docenti con una spiccata formazione teorica.

Nel settore in cui opero penso sia quasi doveroso seguire corsi di formazione con l’obiettivo di approfondire e migliorare la nozioni apprese durante gli studi effettuati personalmente .  Ci sono una serie di temi che un professionista del web marketing dovrebbe aver approfondito con almeno un corso di formazione, quelli che mi sento di suggerire sono:

- Search Engine Marketing / Web Marketig

- Posizionamento nei motori di ricerca (SEO)

- Scrivere sul web (Article marketing, Comunicati Stampa)

- Web Analytics

Questa non è in nessun modo la classica “marchetta” nei confronti di YoYo – Formazione, più che altro un riconoscimento degli sforzi che fanno per tenere corsi ben strutturati e di alto livello. Una segnalazione per chi condivide queste idee e non ha ancora trovato una società di formazione in grado di allestire corsi così strutturati.

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This post was written by Alessandro Viani on November 15, 2008

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Di Ritorno da IAB Forum 2008

Rientro oggi dopo lo IAB Forum 2008, evento milanese a tema Advertising, Comunicazione e Web Marketing.

Due erano i percorsi tematici da seguire: l’area espositiva con gli stand delle Aziende di riferimento del settore e gli speech, ovvero brevi presentazioni tenute da personalità di spicco del settore.  Mi hanno colpito gli speech di Nereo Sciutto (Web Ranking) e di Miriam Bertoli (TSW). Il primo ha fatto il punto sullo stato dell’arte del search e di come evolverà nei prossimi anni: nuovi media , nuove strategie di aggregazione dei dati saranno le nuove frontiere del search.

La seconda, invece, ha fotografato lo stato dell’arte del Search Engine Marketing e di come questo entra in stretto legame con la creazione di un network di relazioni. Miriam è stata particolarmente audace creando le slide del proprio speech in modo assolutamente innovativo: poco testo e tante immagini. Ovviamente non immagini tecniche o grafici, ma bensì immagini di grande effetto emotivo, con un richiamo ai temi trattati dal suo discorso. Una voce narrante e sullo sfondo immagini che richiamavano il focus del suo discorso, la stessa tecnica utilizzata da tanti spot pubblicitari passati in tv.

Tra gli stand dell’Area Espositiva ho incontrato amici e conosciuto nuove e simpatiche persone. Questi, spesso, sono proprio i luoghi ideali in cui poter affinare le proprie “public relations”; è davvero molto facile che un amico faccia da link per conoscere persone a cui dificilmente saresti arrivato da solo. Il solo consiglio che mi sento di dare è: mai andare a questi eventi da soli, anzi ,se possibile, andare con amici più inseriti, in modo da poter avere maggiori possibilità di conoscere nuove persone.

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This post was written by Alessandro Viani on November 7, 2008

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Blog e Pubblicità: blog marketing

Quanto è credibile l’opinione di un blogger? E’ davvero da considerare deplorevole il blogger che viene pagato per scrivere una recensione di un prodotto? Personalmente ritengo che prima di dare un qualsiasi giudizio sia necessario quantomeno leggere il post in questione. Se questo è scritto in linea con la filosofia seguita dal blogger anche per gli altri post e sopratutto se il giudizio è obiettivo e sincero penso che possa essere una strada perseguibile. Diverso sarebbe il caso in cui il prodotto o l’azienda che commissiona l’articolo fossero palesemente in antitesi con il tema del blog o con il bloger stesso (es. per assurdo un beppe grillo che scrive un post commentando positivamente i servizi offerti da Telecom).

In generale penso però questa sia la strada che sceglierenna molte Aziende, ovvero affidarsi ad opionoi leader e commissionare loro il commento di prodotti/servizi. Se impostata su binari rigidi ed eticamente corretti potrebbe anche essere un buon metodo per diffondere utili informazioni ai consumatori. Ovver se il blogger scrive un commeto negativo, l’Azienda deve accettarlo così come accetterebbe quello positivo, al limite sceglierà di avvalersi di un’altra persona per commenti futuri, oppure (meglio) sarà motivata a commissionare un altra recensione provando a migliorare il tipo di prodotto/servizio offerto.

Certo è che la strada del Blog Marketing non è nuova ed è già stata solcata dai big player con differenti risultati. C’è ci ha spedito migliaia di prodotti ad altrettanti blogger ed il messaggio, in alcuni casi, che è passato è stato quello di voler “comperare” giudizio positivi, c’è invece chi ha deciso di aprire diversi blog falsi e di riempirli con altrettanti post fasulli.

I Flog, fraudolent blog, in rete però durano poco, sono facilmente individuabili e denunciabili. Gli utenti capiscono dove si annida una truffa e la escludono.

Personalmente non condanno il pay per post, anzi se fatto nei modi giusti potrebbe essere di grande utilità per i consumatori e per quelle Aziende che non hanno nulla da nascondere e posso permettersi di mettere in discussione i propri prodotti/servizi davanti ai propri clienti.

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This post was written by Alessandro Viani on November 2, 2008

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