Troppa Tecnologia

Questa mattina stavo andando a Verona, con Giulia e Patrizia, per partecipare al corso sulla Scrittura Ottimizzata per i Comunicati Stampa che abbiamo organizzato insieme a YoYo – Formazione per gli addetti stampa accreditati su Strillovolante. All’altezza di Mantova decidiamo di fermarci ad un autogrill per fare colazione.

Quando rientriamo in macchina guardo il cruscotto e mi accoglie una scritta rossa con a fianco una X anch’essa rossa poco rassicurante “ATTENZIONE: guasto all’immobilizer” ahhhhh, premo la frizione e aziono il pulsante per avviare il motore: non succede nulla ma la scritta cambia in “ATTENZIONE: chiave non trovata”, questa però di colore giallo e senza la X.

Iniziamo bene, la mia nuova auto non riconosce più la chiave elettronica e non ne vuole sapere di avviare il motore. Non c’è modo di accenderla  in modo tradizionale poichè 1) non ho nessuna chiave tradizionale 2) non c’è il buco dove inserire l’eventuale chiave per un’accensione tradizionale.  Chiamo il call center dell’assistenza e mi dicono che la macchina è bloccata e non c’è modo di avviarla, e l’unica soluzione che mi danno è di muoverla di mezzo metro per vedere se si sblocca ?!?!?

Ci proviamo, ovviamente senza risultato e quindi non mi resta altro che chiamare il carroattrezzi e farmi portare all’officina autorizzata più vicina. Vengo così a sapere che la centralina è andata in tilt e non riconsoceva più la chiave… mi dicono “sa con tutta questa elettronica può capitare”.  Ma dico io, proprio per prevenire casi come questo mettere anche il classico avviamente tradizionale no eh??? Comunque dopo un paio d’ore decidono un hard reset tipo il classico Ctrl+Alt+Canc su Windows, ovvero staccano i cavi dalla batteria e li riattaccano. Risultato la macchian si avvia ma il problema persiste, cioè non mi garantiscono che se la macchina si spegne poi il problema non si ripresenti.

Abbandoniamo così l’idea di andare al corso di Fradefra a Verona e c’è ne torniamo tristi verso Parma.

Che lezione trarre da questa esperienza? Sicuramente quella che tutto ciò che è programmato e programmabile è fortemente soggetto ad errori umani e non, quindi è necessario sempre, e sottolineo sempre, pensare che le funzionalità di base debbano essere sempre garantite, magari con metodiche e dinamiche differenti (es. la possibilità di avviare la mia auto con un chiave tradizionale) .

E’ vero che siamo nel 2008 e che la tecnologia la fa da padrona in tutti i campi, però rimanere bloccati perchè una centralina, programmata da un umano e quindi soggetta ad errori,  impazzisce e per questo non poter accendere il motore della tua auto mi pare un pò troppo. La classica via d’uscita deve sempre essere prevista !!!

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This post was written by Alessandro Viani on October 29, 2008

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I Clienti e la Web Analytics

Spesso mi trovo a dover rispondere a Clienti, solitamente seguiti in precedenza da altre Web Agency, che mi chiedono come è possibile misurare in termini quantitatvi il successo( o l’insuccesso ovviamente) del loro sito web. In realtà dovrebbero prima porsi la domanda se è possibile; o meglio se sono in possesso degli strumenti per farlo, ed ovviamente danno per scontato che si possa fare. Non avendo mai nessuno spiegato loro cosa siano le statistiche di accesso al sito, ma sopratutto che tipo di dati è possibile estrarre, mi trovo io a inziarli a questo “nuovo mondo”.

Come scelta aziendale abbiamo deciso di fornire sempre ai nostri Clienti l’accesso e la resportistica mensile dei dati di accesso al sito, riteniamo debbano essere informati di come si comporta uno dei loro strumenti di business.

In tanti mi hanno chiesto di ricevere solo il numero di accessi e altri invece si spingevano nel domandare anche il numero di visitatori unici (forse un loro giovane nipote gli ha detto che è un valore importante..). Quello che in generale noto è che vi è una gran confusione e ignoranza su cosa siano e come si interpretano i dati statistici di un sito web.

Da un cliente certo non mi aspetto che abbia nozioni di Web Analytics, ma da una Web Agency si! Quindi se questi clienti non sono stati “istruiti” a dovere è perchè sono stati seguiti da persone che non hanno fornito loro nessun valore aggiunto, l’Azienda non ha quindi tratto nessun vantaggio nel dotarsi della loro professionalità.

Ogni volta che mi siedo ad un tavolo con un cliente, per la prima volta, ad analizzare i suoi dati statistici noto fin da subito una quasi totale indifferenza, ma più mi addentro nella spiegazione e più lo vedo e lo sento partecipe. Questo non perchè io abbia delle doti particolari, ma semplicemente perchè mostro loro come è possibile ottenere dati utili per capire quanto rende il loro sito web e come si stanno comportando le azioni di Web Marketing intraprese.

Gli fornisco visibilità del fatto che sono stati raggiunte X conversioni/obiettivi utilizzando queste chiavi di ricerca, che la Newsletter della settimana precedente ha generato X visite con la prima notizia piuttosto che il banner/link messo su quel portale/blog sta richiamando y nuovi utenti ogni giorno. In qeusto modo anche loro potranno capire come le strategie di web marketign future potranno venire condizionate anche dall’interpretazione di questi dati.

Solo così potranno capire che una attenta e precisa azione di Web Marketing, non è solo mandare una newsletter ogni mese, ma è una attenta strategia studiata a tavolino e della quale è possibile misurare il rendimento. Essendo il web marketing un tema molto distante dal core business della maggior parte delle PMI italiane, viene sempre visto con diffindenza e distacco, ma solo quando il Cliente viene coinvolto e reso partecipe potrà capire quanto è importate per la sua azienda curare anche questo aspetto.

Un Cliente soddisfatto è quel Cliente che a cui stato spiegato, in un modo compresnibile, come è stato speso il bidget che ha messo a disposizione e sopratutto che risultati sono stati raggiunti. Un Cliente soddisfatto non cambierà fornitore.

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This post was written by Alessandro Viani on October 27, 2008

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Il Corso di Posizionamento sui Motori di Ricerca

Ho avuto il piacere di partecipare al corso tenuto da YoYo – Formazione con tema “Posizionamento sui motori di ricerca” il 21 ed il 22 Ottobre presso il Grand Hotel di Verona.

Il primo giorno Francesco de Francesco ha tenuto una lezione molto interessante sulla tematica del marketing inerente al SEO, trattando in modo approfondito e con estrema professionalità un argomento delicatissimo come la scelta delle parole chiave su cui basare una strategie SEO. Per il break pomeridiano si è affettato dell’ottimo proscutto di San Daniele e sorseggiato prosecco di Vittorio Veneto. Che dire, con fradefra anche la cosa più banale come un coffe break può assumere un significato particolare.

Per la seconda giornata di corso è salito in cattedra Piersante Paneghel. Ha catalizzato la nostra attenzione con una lezione divina sulle tecniche di posizionamento e con una lunga serie di case history ed aneddoti uno più interessante dell’altro. E’ uno che “al motore”, modo con cui lui definsice google, può dare del “tu”. Ci ha mostrato con casi reali l’utilità di alcuni tools per svolgere in modo migliore le attività di SEO, uno su tutti Xenu. In ultimo ha trattato un tema molto scottante: le tecniche per poter risolvere i casi in cui google penalizza un sito.

Compliementi a YoYo – Formazione per l’organizzazione del corso: Fradefra e Piersante sembrano essere davvero complementari, sono riusciti ad approndire in modo dettagliato entrambe le tematiche di base come la scelta delle chiavi e le tecniche per poterle utilizzare. Bella anche la grande interazione che si crea con gli alunni, il confronto ed il dibattito sono sempre aspetti positivi quando si parla di formazione.

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This post was written by Alessandro Viani on October 24, 2008

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