Quando andiamo agli incontri con i clienti ci troviamo spesso di fronte a splendide realtà produttive, piene di storia, di valori e di notizie importanti da comunicare, che però non si rendono conto del grande patrimonio che hanno a disposizione e che non sfruttano come potrebbero.
Purtroppo quando si vive dall’interno una realtà, di qualsiasi tipo essa sia, si incontra sempre una notevole difficoltà nel riuscire a tenere ben presenti due cose:
- Il suo valore oggettivo
- La percezione che ne hanno gli altri
Questo porta inevitabilmente a due conseguenze, che se poi si trovano malauguratamente a coesistere sono in grado di fare danni assoluti.
Mancata percezione del valore oggettivo dell’azienda: la conseguenza immediata è non riuscire a comprendere ciò che si ha in mano, il valore di una realtà, di una storia, di un know how e di una serie di ideali e competenze che a questa azienda sono strettamente legati. Questo significa quindi sottovalutare le proprie potenzialità e non comunicarle al mercato, ai potenziali clienti, ai possibili partner di lavoro. Se siamo i primi a non capire quanto valiamo, siamo i primi a non riuscire a trasmettere questo messaggio in maniera forte ed immediata.
Se ci sottovalutiamo, ci sarà qualcuno che potrà darci il giusto valore? Difficile, molto difficile in una realtà come quella di oggi, dove non c’è più tempo di soffermarsi su nulla e dove le informazioni ci travolgono costantemente. Chi ha qualcosa di valido da dire e da dimostrare deve esserne conscio, puntare sui suoi punti di forza che lo differenzino da tutti gli altri concorrenti e spingere sulla comunicazione di tale messaggio.
Se invece non si ha coscienza della propria realtà, dei pregi, delle peculiarità che ci contraddistinguono non si potrà mai puntare ad emergere veramente.
Mancata percezione di quello che il mondo esterno conosce della nostra azienda: questo grave errore può andarsi a sommare a quello precedente, ma non ne è necessariamente vincolato. Possiamo infatti avere un’ottima visione di ciò che siamo, essere perfettamente consapevoli di quanto valiamo, ma nello stesso tempo possiamo non riuscire a renderci conto di come il mercato reagisce a noi e al nostro modo di porci.
E’ questo il caso sempre più ricorrente di realtà davvero importanti, che danno per scontato che ciò che comunicano arrivi davvero a stimolare le persone.
Sapete qual’è il problema? Il fatto che in realtà non comunicano nulla.
Per loro essere significa automaticamente apparire: il fatto di aver compiuto una cosa, preso una decisione, riorganizzato il processo produttivo, aver dato vita ad un nuovo prodotto o aver creato un grande vantaggio per qualcuno li porta a credere che tutto il mondo ne sia venuto a conoscenza.
Quante volte ho visto grandi eventi organizzati in maniera impeccabile, che purtroppo han visto una bassa partecipazione? Quante volte un’iniziativa davvero meritevole ha avuto una risonanza ridicola e non ha prodotto alcun tipo di risultato? Spesso, troppo spesso.
Perchè ci si preoccupa di essere e non di comunicare ciò che si è, dando per scontato che il passaggio di informazione e di sensibilizzazione verso il mercato avvenga in modo automatico. Questo non per eccesso di superbia, non per convinzione di essere talmente importanti da non avere bisogno di fare promozione e azioni di marketing. No, quello di cui parlo io è un processo mentale molto più diffuso e privo di alcuna malizia, derivante semplicemente da inesperienza e scarsa dimestichezza con i meccanismi della comunicazione.
Le aziende che hanno superato il primo ostacolo (mancata percezione del valore oggettivo dell’azienda) si sono spesso scontrate con il secondo. Quindi si sono ritrovate ad avere una chiara percezione di sè ma contemporaneamente una incapacità di comunicarlo all’esterno per una errata visione sulla percezione che il mercato aveva di loro.
Solo le aziende che sono riuscite a comprendere e superare anche questo secondo ostacolo ed hanno deciso di investire in promozione aziendale sono riuscite ad uscire da questo meccanismo, arrivando ad ottenere la giusta visibilità ed emergendo rispetto ai concorrenti, grazie alla spinta di quelli che sono i loro punti di forza.
La comunicazione, lo sviluppo del brand e la promozione sono ormai diventati un fattore importante per la crescita. Pensare ancora che siano spese superflue condanna le aziende ad un lento declino. I clienti finali ormai effettuano una selezione immediata, più o meno consapevole: chi comunica male viene percepito male, non ci sono appelli. Nessuno penserà che un’azienda crei davvero un buon prodotto se la stessa intraprende delle pessime azioni di comunicazione verso i suoi potenziali fruitori.
Posted under Comunicazione aziendale
This post was written by Comunicazione Chiara on March 26, 2009

Ho deciso di partecipare attivamente alla tavola rotonda che è stata organizzata per Venerdì 20 Marzo.
In questi ultimi tempi il mondo delle aste al ribasso è percorso da qualche protesta e diverse note di disappunto, poichè alcuni siti hanno iniziato a non consegnare più i premi e a non farsi rintracciare al telefono. Basta andare in giro per i forum del settore per accorgersi che in rete il mondo dei giocatori online è alquanto alterato per il comportamento di alcuni siti. Questi nella migliore delle ipotesi accampano scuse per non inviare gli oggetti vinti, nella peggiore delle ipotesi invece non rispondono più nè alle e-mail nè alle telefonate di chi ha vinto i premi e chiede giustamente spiegazioni del loro comportamento.